UNA PROPOSTA PER I CAMPIONATI ITALIANI A CATEGORIE
Questa idea nasce per essere discussa, corretta e migliorata, prima di arrivare a chiunque di competenza. L'idea di fondo è semplice: dare un traguardo raggiungibile a chi si allena con costanza ma non può competere alla pari con i vertici, senza intaccare il valore del titolo assoluto e senza aprire scorciatoie per chi vuole solo vincere restando comodo. Qui sotto trovate il meccanismo proposto, il problema principale che abbiamo individuato, tre modi diversi per risolverlo.
COME FUNZIONEREBBE
La federazione già oggi prevede quattro categorie, con promozioni in corso d'anno basate sui punteggi ottenuti nelle gare di calendario tra il 1° marzo e il 28 febbraio successivo. La proposta introduce una modifica a questo meccanismo: a inizio stagione, ogni arciere sceglie liberamente la propria categoria di appartenenza per l'anno, indipendentemente dai punteggi già ottenuti in passato. Questa scelta vale per tutta la stagione. Al termine, il risultato conseguito al Campionato Italiano della propria disciplina determina la categoria di partenza per l'anno successivo: chi parte dichiarandosi di quarta categoria ma tira un punteggio da seconda, l'anno dopo si ritrova in seconda categoria, senza possibilità di tornare indietro.
Il meccanismo si applica separatamente per ciascuna disciplina - indoor, campagna/hunter, targa, 3D - perché il livello di un arciere può essere molto diverso da una disciplina all'altra. È perfettamente possibile essere di prima categoria nel 3D e di quarta nel targa: sono percorsi indipendenti, con il proprio Campionato Italiano di categoria (1a, 2a, 3a, 4a) per ciascuna disciplina.
Solo la prima e la seconda categoria potranno accedere alle gare di qualifica per gli eventi internazionali. Questo vale anche per i titoli assoluti: il Campionato Italiano Assoluto e i relativi scontri diretti restano esattamente come oggi, ma la partecipazione è riservata a prima e seconda categoria. In questo modo il titolo che pesa per la Nazionale resta ancorato a chi ha già dimostrato, con i fatti, di reggere quel livello.
Le classi giovanili restano escluse da questo sistema: rispondono a logiche di crescita diverse, e mescolarle complicherebbe le cose senza un reale beneficio.
IL NODO DA RISOLVERE: CHI EVITA IL CAMPIONATO PER NON FARSI SCOPRIRE
Se l'unico momento di verifica è il Campionato Italiano, chi vuole restare comodo in una categoria bassa tutto l'anno ha un incentivo forte a non presentarsi, o a tirare volutamente sotto il proprio livello, proprio in quell'unica occasione, continuando però a vincere tutte le altre gare di calendario nella propria categoria dichiarata. Il rischio è spostare il problema, non risolverlo. Prima di proporre questo sistema alla Federazione, vale la pena decidere insieme come chiudere questo buco. Ecco tre strade possibili.
Alternativa - Il miglior risultato dell'anno come rete di sicurezza
La categoria per l'anno successivo si basa sul migliore tra due punteggi: quello ottenuto al Campionato Italiano, oppure il miglior punteggio ottenuto in una qualsiasi gara di calendario della stessa disciplina durante l'intera stagione. Chi salta o affossa il Campionato non guadagna nulla, perché il suo miglior punteggio stagionale lo colloca comunque nella categoria corretta. È la soluzione più semplice da spiegare, e usa dati che la Fitarco raccoglie già oggi per le promozioni di categoria in corso d'anno.
Alternativa 2 - Media dei migliori risultati su più gare di riferimento
Invece di un singolo evento, si individuano due o tre gare di controllo durante la stagione, compreso il Campionato Italiano, e si fa la media dei migliori risultati ottenuti in quelle occasioni. Rende quasi impossibile sparire strategicamente da un solo appuntamento, perché servirebbe affossare più gare di seguito, cosa molto più difficile da giustificare e molto più visibile a tutti.
Alternativa 3 - Obbligo di partecipazione con penalità di default
Per restare nella propria categoria dichiarata, e goderne i benefici, sarebbe obbligatorio partecipare al Campionato Italiano della propria disciplina almeno una volta nella stagione. Chi non si presenta, senza un motivo documentato, viene automaticamente spostato alla categoria superiore per l'anno seguente, come misura precauzionale.
Le prime due alternative hanno il vantaggio di non richiedere giudizi su chi è "giustificato" o no ad assentarsi; la terza è più diretta ma richiede una gestione delle eccezioni (infortuni, motivi di lavoro) che può diventare un terreno di discussione a sé. Vale la pena discuterne insieme prima di sceglierne una da proporre.
UN ESEMPIO PRATICO
Anno 1: parto scegliendo liberamente la 4a categoria. Al Campionato Italiano tiro un punteggio da 2a categoria.
Anno 2: sono automaticamente in 2a categoria, per effetto del risultato dell'anno prima. Al Campionato Italiano confermo un punteggio da 2a categoria.
Anno 3: resto in 2a categoria in partenza, ma questa volta al Campionato Italiano tiro un punteggio da 1a categoria: per l'anno successivo salgo in 1a categoria, e con essa guadagno l'accesso alle qualifiche internazionali.
COSA VORREMMO SAPERE DA VOI
Quale delle tre alternative sopra vi convince di più per chiudere il problema del Campionato evitato; se la separazione per disciplina (indoor, campagna, targa, 3D) vi sembra corretta o se andrebbe semplificata; e se il vincolo di accesso alle qualifiche internazionali riservato a prima e seconda categoria vi pare la soglia giusta, o se andrebbe alzata o abbassata.
Commenti
Posta un commento