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  L’attivazione dei muscoli dorsali.   L’attivazione corretta della muscolatura dorsale nel tiro con l’arco nudo rappresenta la linea di demarcazione tra un’azione puramente muscolare, concentrata sulle braccia e sulle spalle, e un’azione strutturale, fluida e ripetibile. Quando un arciere di livello medio tenta di progredire nei punteggi, si scontra quasi sempre con il medesimo ostacolo: l’illusione di trazionare con la schiena mentre, in realtà, sta semplicemente trazionando con il bicipite e il deltoide posteriore. Nel barebow, dove non esiste un clicker meccanico sulla finestra dell'arco a decretare il momento esatto dello sgancio, la muscolatura dorsale non serve soltanto a sostenere il carico dell’arco, ma funge da vero e proprio metronomo e regolatore dell’allungo. Comprendere come ingaggiare il gran dorsale, i romboidi e il trapezio medio-inferiore richiede un ribaltamento prospettico. La mano e il braccio di trazione devono essere considerati semplici elementi di ...
  L'illusione della complessità e il momento della verità La parola che libera il tiro Da anni osservo, con un misto di fascino e sospetto, la corsa agli armamenti concettuale che ha investito il tiro con l'arco contemporaneo. Misurazioni biomeccaniche sempre più esasperate, test sui materiali condotti al limite della tolleranza fisica, algoritmi per calcolare traiettorie, protocolli atletici ad alta intensità, e poi il costante richiamo a filosofie orientali o al fascino un po' romantico dello Zen. Capisco da dove nasce tutto questo: è il bisogno, profondamente umano, di irreggimentare l'incertezza, di circondare il gesto con una corazza metodologica che ci faccia sentire al sicuro dalla variabilità del risultato. Eppure ho imparato, tiro dopo tiro, che esiste una soglia oltre la quale tutta questa tecnologia, tutte le tabelle di carico e tutte le teorie smettono di proteggermi. Questa soglia la sento arrivare nel momento esatto in cui vado in ancoraggio. È lì ch...
  L'arte della stasi visiva:  Il Quiet Eye come interfaccia neuro-motoria e filosofia dell’azione.  Nel panorama del gesto atletico ad alta precisione si manifesta un paradosso profondo e affascinante: la riuscita di un movimento complesso, dinamico e potente non si fonda sulla sola forza muscolare o sull'elaborazione concettuale, bensì su un attimo di apparente e assoluto immobilismo visivo. La letteratura scientifica e la neurofisiologia dello sport identificano questo fenomeno con il termine Quiet Eye (Occhio Quieto). Concettualizzato dalla professoressa Joan Vickers negli anni '90, il Quiet Eye corrisponde alla fase finale di fissazione dello sguardo su un bersaglio o su un punto spaziale critico prima dell'esecuzione del gesto tecnico. Con una durata compresa tra i 300 millisecondi e gli oltre 3 secondi, questa micro-pausa visiva rappresenta ben più di una semplice calibrazione dell'ottica umana; essa costituisce l'interfaccia fisica attraverso cui l...
  Programma di allenamento per Archi Nudi e Tradizionali Un percorso guidato di sei mesi, dai fondamentali alla gara Una volta finito il corso, che fare? Questo programma nasce per accompagnarti nei tuoi primi sei mesi di crescita con l'Arco Nudo, guidandoti giorno dopo giorno in un percorso strutturato ma flessibile. Non serve correre. Serve costanza, attenzione e fiducia nel processo. È pensato per l'arco nudo, ma adattabile a longbow e arco istintivo. Le tre fasi del percorso Fase Cosa costruisce 1. Consolidamento dei fondamentali Costruire basi solide e sicure. 2. Stabilità e progressione Rendere la tecnica più stabile, aumentando distanze e precisione. 3. Applicazione e automazione Portare la sequenza in automatico, avvicinandosi a una gara reale.   Cosa trovi in ogni settimana Ogni settimana ti offre quattro allenamenti bilanciati tra tecnica, propriocezione, re...