Il rilascio nell’arco tradizionale
La sensazione o l'evidenza visiva della mano che si stacca
dal viso nel tiro tradizionale è una conseguenza diretta ma non esclusiva
dell'altezza dell'ancoraggio, e come concause una combinazione di dinamiche
biomeccaniche, gestione delle tensioni muscolari e geometria della trazione che
differiscono profondamente tra la disciplina “arco ricurvo olimpico” e “arco
tradizionale”.
Per capire cosa accade, dobbiamo analizzare la struttura
stessa dell'ancoraggio alto, tipico del tiro con ricurvo tradizionale e
Longbow, spesso effettuato con il dito indice o medio vicino all’angolo della
bocca sotto lo zigomo o sullo zigomo. Quando l'ancoraggio è così alto, la linea
di trazione dell'avambraccio e l'allineamento del gomito della corda si trovano
su un piano molto più vicino alla linea dell'occhio. Biomeccanicamente,
mantenere una contrazione dorsale pura e lineare lungo l'asse sagittale è più
complesso rispetto a quando il gomito è posizionato più in basso. Se il
movimento di trazione dorsale non è perfettamente allineato o se c'è una minima
interferenza della muscolatura del braccio o della spalla, temo che l'unica via
di fuga naturale per la mano al momento del rilascio, quando la tensione della
corda svanisce improvvisamente, è verso l'esterno. La mano, infatti, segue la
traiettoria dettata dall'angolo del gomito e dalla conformazione del viso: uno
zigomo sporgente o la mascella creano un ostacolo fisico che la mano tende ad
aggirare spostandosi lateralmente.
Nel ricurvo olimpico, la situazione è geometricamente e
strutturalmente ribaltata. L'ancoraggio sotto la mandibola crea un incastro
osseo solido e lineare. Il contatto della patelletta, della corda sul mento e
sul naso stabilisce un binario dritto. Ancora più importante, la linea di forza
dell'avambraccio e il gomito sono perfettamente allineati dietro la freccia e
posizionati più in basso. Quando l'arciere olimpico attiva il clicker e
rilascia, la contrazione dei muscoli romboidi e del trapezio medio spinge il
gomito in un arco continuo verso l'indietro-basso. La mano non fa altro che
accarezzare la linea della mascella perché non incontra ostacoli anatomici ed è
guidata da una direzione di forza che la costringe a rimanere aderente al
collo.
C'è poi un fattore tecnico legato alla tipologia di rilascio
e alla presa sulla corda. Nel tiro tradizionale e nel Longbow, la ricerca del
contatto alto spesso porta l'arciere a una leggera extrarotazione del polso o a
una tensione parassita nelle dita per mantenere la stabilità sul viso. Al
momento del rilascio, se le dita non si aprono in modo perfettamente passivo ma
subiscono una reazione muscolare attiva, la mano viene letteralmente proiettata
lontano dal viso. Nel tiro ricurvo olimpico, la stabilità dell'ancoraggio basso
permette di mantenere la mano della corda totalmente rilassata, agendo come un
mero gancio passivo che viene trascinato indietro dalla schiena, minimizzando
ogni deviazione laterale.
In conclusione, l'ancoraggio basso dell'olimpico favorisce
un follow-through lineare e aderente grazie a un migliore allineamento
scheletrico e all'assenza di ostacoli anatomici sul percorso della mano, mentre
l'ancoraggio alto del tradizionale rende biomeccanicamente più critico il
mantenimento di questa linearità, amplificando ogni minima scomposizione
laterale delle forze in gioco.
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